Equitazione - A.Po.Di. Associazione Polisportiva dilettantistica Disabili "Don Carlo Gnocchi" Onolus

Marina di Massa
L'AMORE E' LA PIU BENEFICA, UNIVERSALE E SANTA DI TUTTE LE  FORZE NATURALI, PER LA QUALE L'UOMO PUO' EVADERE DALLA CLAUSURA DELL'IO PER DONARSI, E DIVENTARE FONTE VIVA E LUMINOSA DI ALTRE VITE NEL MONDO. Don Carlo Gnocchi
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Equitazione

S.O.I

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L'ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, ha origini antiche perchè il cavallo, con le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento, di intelligenza e' ritenuto, da sempre e non a torto una "straordinaria medicina". l'ippoterapia, ha origini molto antiche ed e' stata introdotta in Italia dalla dottoressa belga Daniele Nicolas Citterio che ha contribuito all'uso terapeutico del cavallo attraverso l'interazione uomo-cavallo a livello neuro motorio e a livello neuro psicologico. l' ippoterapia e' un attività durante la quale, attraverso una pratica ludico-sportiva avente come supporto il cavallo, l'individuo viene stimolato nel suo complesso, motorio, psichico, intellettivo e sociale i vantaggi fisici e psicologici per i ragazzi portatori di handicap, siano essi fisici o mentali sono ormai accertati. L'attività sportiva ha il suo aspetto educativo, impone l'accettazione di regole, la disciplina, l'autocontrollo, e fatta in gruppo la socializzazione e l'integrazione. La terapia per mezzo del cavallo si svolge con l'ausilio del cavallo, che ha una valenza rieducativa insostituibile, con la sua evidenza corporea, con il suo calore e il suo movimento favorisce la presa di coscienza dello schema corporeo, con il suo movimento ritmico permette una regolazione del tono muscolare, un controllo dell'equilibro ed una migliore coordinazione. E'' proprio attraverso l'acquisizione della capacità di stare in sella e guidare il proprio cavallo che stimola,la persona ,ad una esecuzione del movimento e la capacità concreta di progettarlo, in questo modo non viene solo stimolata ad acquisire sempre nuove competenze, ma soprattutto a saperle usare. Per dirigere il proprio cavallo occorre sapere dove si vuole andare, ossia definire lo spazio, sapendosi orientare, per far muovere l'animale, il cavaliere deve riuscire ad organizzare i propri movimenti, stabilendo l'esatta sequenza e la precisa coordinazione e finalizzandoli ad uno scopo. Andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici ( stare in sella), e permette anche di essere gratificati, sia nell'offrire carezze e massaggi, sia dal ricevere come risposta hai nostri comportamenti manifestazioni di gratificazione da parte dell'animale.

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